Simone Cinelli


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Smartwatch: caratteristiche, confronto e sviluppi futuri dopo Apple Watch

I dispositivi indossabili stanno creando un rapporto molto stretto tra uomo e tecnologia, grazie all’integrazione con applicazioni dedicate pensate per gli smartphone.

Tra i vari device gli smartwatch hanno da sempre riscosso un ottimo successo. Portarli al polso potendo andare oltre il semplice “guardare che ore sono” affascina e allo stesso tempo incuriosisce le persone.

Dal monitorare alcuni valori del nostro corpo alla possibilità di scattare foto, passando per gps e notifiche delle chiamate/attività/mail questi orologi evoluti al passo con i tempi possono davvero semplificare task ed abitudini nella vita di tutti i giorni.

Quali caratteristiche vogliono trovare gli utenti negli smartwatch?

Secondo un sondaggio svolto da GfK le persone cercano soprattutto un device che possa monitorare l’attività fisica e la salute (Activity Tracking).

Si tratta della funzionalità più importante per il 28% dei partecipanti all’indagine in UK, per il 29% in USA, per il 25% in Germania, il 27% in Sud Corea e il 35% in Cina.

Le altre caratteristiche “preferite” sono:

  • time telling (indicare l’ora)
  • passing phone calls (effettuare e ricevere chiamate)
  • basic apps (l’utilizzo di applicazioni)
  • navigation systems (sistema di navigazione)

Activity tracking

Mentre per quanto riguarda i principali criteri che portano all’acquisto di uno smartwatch, troviamo (per nazione):

UK

  • Price (27%)
  • Functionality (13%)
  • Activity Tracker (11%)

USA

  • Price (30%)
  • Functionality (12%)
  • Activity Tracker (11%)

Germania

  • Price (20%)
  • Functionality (20%)
  • Activity Tracker (13%)

Sud Corea

  • Price (21%)
  • Ease of use (16%)
  • Activity Tracker (13%)

Cina

  • Accuracy (17%)
  • Activity Tracker (16%)
  • Brand (15%)

Il confronto tra Watch, Gear S, Moto 360, SmartWatch 3 e G Watch R

Con il lancio di Apple Watch si completa il panorama dei grandi player presenti sul mercato, dove troviamo Samsung, Motorola, Lg e Sony.

La battaglia è sul prezzo, sullo schermo (grandezza e risoluzione), sulla durata della batteria e sulle varie funzionalità aggiuntive.

Confronto smartwatch

Apple Watch

La “rivoluzione” firmata Apple arriverà nel 2015, ma online e sul sito ufficiale cominciano ad apparire design e specifiche.
L’esperienza sarà diversa dagli altri smartwatch, con 3 collezioni diverse e la Corona Digitale che farà da vero e proprio perno, il centro attorno a cui ruoterà tutto il rapporto con l’Apple Watch.

Il sistema operativo Watch OS è basato su interazioni alle quali gli utenti Apple sono già abituati, mentre il display Retina (con due diverse dimensioni in altezza di 38 e 42mm) è la “finestra sul mondo” con una densità di pixel tale da rendere nitidi anche i minimi dettagli.

Saranno presenti giroscopio ed accelerometro, mentre per il gps e il wi-fi saranno utilizzati quelli dello smartphone. Inoltre tramite Apple Pay si potranno effettuare pagamenti semplicemente avvicinando l’orologio al lettore contactless dell’attività commerciale.
Ci saranno sensori per le applicazioni fitness/health, la possibilità di utilizzare app di terze parti, microfono e speaker. La durata della batteria non è stata dichiarata, mentre il prezzo dovrebbe attestarsi sui 349 dollari.

Samsung Gear S

Il Gear S è il modello di punta della casa coreana. Display curvo Super Amoled (360×480) da 2”, dimensioni 39,9 x 58,1 x 12,5.
Ha una memoria RAM da 512 MB più una memoria interna da 4 GB, processore dual-core da 1 GHz, batteria da 300 mAh ed è basato su Tizen (sistema operativo mobile di Samsung).

Connettività 3G, Wi-Fi e Bluetooth per effettuare e ricevere chiamate e messaggi anche senza lo smartphone a portata di mano.

Anche in questo caso abbiamo sensori e app dedicate all’attività fisica.

Tra i sensori troviamo: accelerometro, giroscopio, bussola, cardio, sensore di luminosità ambientale, UV, barometro. Il lancio dovrebbe avvenire ad ottobre, ma il prezzo ancora non è stato specificato.

Motorola Moto 360

Il primo smartwatch ad utilizzare Android Wear dovrebbe arrivare in Italia ad inizio novembre, al prezzo di 249 euro.
Il Moto 360 ha uno schermo circolare da 1,56 pollici (320×290) con vetro Corning Gorilla Glass 3, 512 MB di RAM e memoria interna di 4 GB.

La batteria è da 320 mAh con ricarica wireless, il processore è un TI OMAP 3, dispone di connettività Bluetooth 4.0 LE.

Resistente all’acqua (IP67) disponde di pedometro e il sensore per il monitoraggio del battito cardiaco. La compatibilità è con gli smartphone che hanno almeno la versione Android 4.3.

Sony SmartWatch 3

La trilogia degli smartwatch in casa Sony si chiude con SmartWatch 3, l’ultima versione che dispone di tecnologia Android Wear.
SmartWatch 3 è ottimizzato per dispositivi che hanno Android 4.3 e versioni successive. Un display da 1,6” (320×320), un processore Quad ARM A7 a 1,2 GHz, 512 di RAM e 4 GB di memoria interna.

Connettività Bluetooth 4.0, NFC e Micro USB, batteria da 420 mAh, sensori (luce ambientale, accelerometro, bussola, giroscopio, gps) e impermeabilità (classificazione IP68).
Prezzo sullo store online Sony: 229,99 euro.

LG G Watch R

Tra i cinque è quello dall’aspetto più sportivo. Monta Android Wear con un processore Qualcomm Snapdragon 400 a 1.2 GHz mentre il display è 1.3” OLED (che promette di essere visibile sotto la luce del sole e da qualsiasi angolatura).

Bluetooth 4.0, porta Micro USB, 4GB di memoria interna e 512 di RAM. Classe di protezione IP67 (fino ad un metro di profondità per 30 minuti). Tra i sensori troviamo accelerometro, giroscopio, bussola, barometro, monitoraggio del battito cardiaco tramite il sensore di fotopletismografia (PPG) integrato.
Inutile dire che anche in questo caso troviamo molte app preinstallate (alcune specifiche dedicate al fitness come LG health).

Conclusioni

Gli smartphone, con la grande pervasività raggiunta nella quotidianità, hanno sostituito molti oggetti che prima ci fornivano funzioni “indispensabili”. Dalla sveglia sul comodino passando per il calendario fino all’orologio al polso, sono solo 3 semplici esempi di oggetti sostituiti in un colpo solo dai telefoni di nuova generazione.

Se da un lato l’avvento del mobile ha concentrato le nostre attenzioni su un device unico, da qualche anno si sta verificando una sorta di processo “laterale”, ovvero quello che porta a controllare le notifiche su un dispositivo accessorio.

Due spunti di riflessione:
– smartphone con schermi sempre più grandi
– impossibilità di avere sempre il telefono a portata di mano

È qui che gli smartwatch fanno la voce grossa. La loro praticità, che di fatto estende le funzionalità del telefono su uno schermo al nostro polso, permette alle persone non solo di controllare orari e chiamate ma di gestire tutte le notifiche senza avere il dispositivo principale a portata di mano.

Inoltre, l’aggiunta di applicazioni che permettono funzionalità come monitoraggio dei valori e performance sportive trova il gradimento di un pubblico attento alla salute ed all’aspetto fisico. Il trend dei vari produttori è quello di includere in un solo device più caratteristiche, per cercare di soddisfare una fetta più ampia di consumatori facendogli evitare l’acquisto contemporaneo di braccialetti, fasce, sensori, ecc.

Secondo voi gli smartwatch potranno essere, nel prossimo futuro, il nuovo centro delle attività e sostituire gli smartphone a livello di importanza almeno a livello di tempo speso per quanto riguarda la fruizione dei contenuti?

Risorse

> I risultati dell’indagine GfK
> Apple Watch
> Samsung Gear S
> Motorola Moto 360
> Sony SmartWatch 3
> LG G Watch R

Soundhawk, il sistema per ascoltare solo ciò che si desidera

Le tecnologie indossabili stanno vivendo il loro momento d’oro. E lo testimoniano i continui lanci di nuovi wearable device: qualità, innovazione e tecnologia si fondono per dare vita a prodotti sorprendenti.

Oggi scopriamo un prodotto nato dall’inventiva del Dottor Rodney Perkins, personaggio molto conosciuto e influente nel settore per aver creato il California Ear Institute all’interno dell’Università di Stanford e aver fondato ReSound, una delle più grandi società di apparecchi acustici.

Il team che ha lavorato su Soundhawk ha decenni di esperienza nel settore dell’udito e alla base dello sviluppo del prodotto ci sono persone che vengono da società come Apple, Amazon, Moto, Palm, Flip Video.

Perché “Smart Listening System”

Con la definizione “Smart listening system”, il team di Soundhawk vuole farci entrare in un nuovo modo di vivere l’ambiente che ci circonda. Il focus è sull’eliminazione del rumore di fondo, lasciando l’essenziale, ovvero quello che veramente vogliamo ascoltare in quel determinato momento o situazione.

Leggero, piccolo, adattabile: l’obiettivo di questo prodotto e del sistema intelligente su cui è basato è facilitare la comunicazione tra le persone, eliminando i rumori di fondo e migliorando la qualità della fase di ascolto.

Soundhawk afferma di raggiungere l’obiettivo grazie a 3 step:

– Active Listening
In modalità di “Active Listening” l’elaborazione audio si adatta e migliora le frequenze sonore chiave. Quindi il device evidenzia ciò che si desidera ascoltare, riducendo rumore di fondo indesiderato.

– Cut Through the Noise
Basterà posizionare il microfono vicino a ciò che si vuole ascoltare, in questo modo il suono verrà inviato in modo chiaro e diretto all’auricolare.
Perfetto per le conversazioni durante una cena in ristoranti rumorosi oppure per guardare la TV ad un volume comodo per tutti.

– Hands-Free Communication
Grazie al Bluetooth è possibile far partire chiamate, utilizzare Google Now e Siri, cercare destinazioni sulle mappe, tutto senza aver bisogno di toccare lo smartphone.

Chiariamolo fin da subito, Soundhawk non è un apparecchio acustico e non è stato pensato con quella finalità. L’obiettivo dichiarato è quello di far sentire alla persona che lo indossa quello che realmente desidera ascoltare tramite un sistema sofisticato basato su device e app connessi.

3 sono gli oggetti fondamentali che lo compongono:

– Scoop

Scoop

Scoop

– il microfono wireless (Soundhawk Wireless Mic)

Wireless Mic

Wireless Mic

– il case per la ricarica (Charging Case)

Charging Case

Charging Case

Il piccolo auricolare è chiamato Scoop. Si inserisce nell’orecchio, ha due microfoni e un solo pulsante. Si collega al vostro smartphone tramite Bluetooth 2.1 e può essere utilizzato come auricolare wireless per le chiamate, per ascoltare musica oppure per interrogare Siri o Google Now.
Ma la particolarità c’è quando si avvia l’applicazione mobile, che ti permette di scegliere quello che desideri ascoltare!

Ci siamo ispirati agli oculisti guardandoli testare gli occhiali alle persone“, afferma Mike Kisch, presidente e CEO di Soundhawk.
Loro mettono diverse lenti davanti alle persone per testare la vista che non è oggettiva, è soggettiva. Facciamo la stessa cosa con il suono“.

Come funziona Soundhawk?

Il video ufficiale è un ottimo punto di partenza.

Personalizzare Soundhawk è semplice e veloce, in 3 passaggi:
1) Tuning
2) Sound Scenes
3) Fit and Comfort

– Tuning
La prima fase è quella del settaggio del dispositivo. Con un dito, basta scorrere o toccare sullo schermo del telefono per sentire la differenza. Una volta trovata la giusta impostazione, basta alzare il dito ed il gioco è fatto.

– Sound Scenes
Soundhawk dà il potere di ottimizzare l’esperienza di ascolto per luoghi diversi
o attività. Ogni scena sonora ha impostazioni diverse, ideale per diversi ambienti acustici.

– Fit and Comfort
Soundhawk comprende una gamma di auricolari per garantire la migliore indossabilità ed il miglior suono.

Ci sono 4 impostazioni di base che possono essere modificate in base alle esigenze: indoors, outdoors, dining, and driving.

Le caratteristiche di Soundhawk

Soundhawk Features

Soundhawk Features

Al momento, non sono supportati gli smartphone con sistema operativo basato su Windows Phone OS e BlackBerry OS.

Il prezzo? 279 dollari in preordine sul sito ufficiale.

Soundhawk – Overview

Design: Punto di forza dei device lanciati sul mercato ultimamente, nel caso di Soundhawk è il fiore all’occhiello. Il team ha specificato chiaramente che il prodotto è il risultato di studi approfonditi sull’ergonomia e sui materiali utilizzati.

Prodotto: Davvero innovativo, probabilmente il primo che va a coprire questa esigenza lato consumer (come detto in precedenza, non è un apparecchio acustico).

“Soundhawk® is intended for people who want to hear, communicate and connect better in specific situations and environments. It was designed to enhance the listening experience even in the noisiest of places, like restaurants, in crowded meetings, and at home”.

Segmento di Mercato: Lifestyle

I prodotti che rientrano in questo segmento sono stati progettati per essere utilizzati nella vita di tutti i giorni o in determinati momenti. Sono progettati per fornire continui vantaggi all’utente.

L’utente è consapevole del suo nuovo stile di vita digitale ed è disposto a spendere per prodotti che consentono un risparmio di tempo/denaro oppure migliorano la qualità della vita.

Tecnologia: Compatibilità con iOS/Android. Utilizzo di tecnologia Bluetooth 2.1, con possibilità di fare chiamate, ascoltare musica e interagire con software basati sul riconoscimento vocale.

E-health e salute: situazione italiana e possibili traiettorie evolutive

Secondo un report delle Nazioni Unite l’invecchiamento della popolazione in questo XXI° secolo non ha precedenti.

La popolazione anziana sta crescendo a un ritmo molto più veloce di quella totale. In termini assoluti, il numero di persone anziane è triplicato negli ultimi 50 anni e nei prossimi 50 anni triplicherà di nuovo.

In termini relativi, la percentuale di anziani è destinata a raddoppiare in tutto il mondo nel prossimo mezzo secolo. Tuttavia, esistono notevoli differenze tra i vari paesi. Anche se le percentuali più elevate di persone anziane si trovano nelle regioni più sviluppate, il loro numero sta crescendo molto più rapidamente nelle regioni meno sviluppate.
Di conseguenza, la popolazione anziana sarà sempre più concentrata nelle regioni meno sviluppate.

L’equilibrio tra giovani e vecchi si sta spostando in tutto il mondo: nelle aree sviluppate la proporzione tra anziani e giovani raddoppierà nei prossimi 50 anni (a favore dei primi).

L’aumento di questo rapporto indica una situazione in cui un numero crescente di potenziali beneficiari dei fondi sanitari e pensionistici (soprattutto quelli di età compresa tra 65 e oltre) sono supportati da un numero relativamente piccolo di potenziali contributori (quelli in età economicamente attiva, tra 15 e 64 anni).
Questa tendenza porta a imporre requisiti più pesanti sulla popolazione in età lavorativa (sotto forma di maggiori imposte e altri contributi), al fine di mantenere un flusso stabile di benefici ai più anziani.

Come riportano le note conclusive del report:
The challenge for the future is “to ensure that people everywhere will be enabled to age with security and dignity and continue to participate in their societies as citizens with full rights”.
At the same time, “the rights of older persons should not be incompatible with those of other age groups, and the reciprocal relationships between the generations must be nurtured and encouraged”
.

Quindi la sfida per il futuro è garantire che tutte le persone invecchino con sicurezza e dignità, partecipando alla società come cittadini con pieni diritti. Allo stesso tempo i diritti delle persone anziane non devono essere incompatibili con quelli delle altre persone e le relazioni tra generazioni diverse devono essere incoraggiate.

La salute e la rivoluzione tecnologica odierna

L’invecchiamento non è l’unico problema, perché con esso arrivano malattie e problemi di salute, la maggior parte cronici. Questi problemi derivano in particolare da cattive abitudini o stili di vita errati. Alcuni esempi sono diabete, obesità e malattie cardiovascolari.

Altri problemi come artrite, Alzheimer, cancro e depressione sono causati anche da scelte di vita sbagliate. La questione è: chi si prenderà cura di queste persone, aiutandole nei momenti di difficoltà? Ce la faranno i sistemi sanitari nazionali a reggere questo ritmo?

Le buone notizie sono:
– molte di queste malattie sono prevenibili e gestibili con un cambiamento nello stile di vita
– questo cambiamento è “patient-driven”, ovvero sono proprio le persone che possono farsi carico di questa “rivoluzione”

Considerando che oggi le persone sono abbastanza avvezze alla tecnologia, è possibile sfruttare questa “conoscenza” per metterla a disposizione e “prevenire” nella maggior parte dei casi legati ai problemi di salute?

La risposta è positiva e a tendere questo cambiamento potrebbe cambiare radicalmente l’approccio delle persone alla propria salute e all’attenzione verso piccoli segnali del nostro corpo che nella maggior parte dei casi vengono sottovalutati.

Introduciamo il concetto di “E-health”

A questo punto possiamo introdurre un concetto interessante, l’E-health, che come riporta Wikipedia riguarda “la pratica della salute attraverso il supporto di strumenti informatici, personale specializzato e tecniche di comunicazione medico-paziente. L’e-health è quindi il complesso delle risorse, soluzioni e tecnologie informatiche di rete applicate alla salute ed alla sanità”.

Queste pratiche con il tempo stanno dimostrando di funzionare, se aiutate da fattori quali:

  • contesto sociale (contatti e relazioni, interazioni tra persone)
  • autogestione dei risultati e dei valori da parte delle persone (vedi semplicità di lettura/utilizzo)
  • condivisione delle informazioni in ottica di miglioramento continuo (sia individuale che di gruppo)
  • usabilità ed estetica dei device/sensori
  • architettura dell’informazione

Le dimensioni fondamentali per quanto riguarda l’e-health sono quattro:

  • l’offerta di servizi e-health
  • l’utilizzo di servizi e-health
  • la rete e-health (ovvero infrastruttura tecnica e apparato informatico necessari per l’erogazione dei servizi)
  • il know-how tecnologico del personale (ovvero la diffusione di una cultura digitale tra gli operatori ed il personale sanitario)

In Italia la situazione è ad uno stadio iniziale, frammentato, che porta pochi benefici se non a livello locale (vicino le realtà più innovative).

E-health in Italia

E-health e salute: situazione italiana e possibili traiettorie evolutive

E-health: la situazione in Italia

> In questo paragrafo vengono riportati i risultati dello studio E-health in Italia: un modello di valutazione, a cura di Claudio Di Carlo e Elisabetta Santarelli

La distribuzione delle aziende sanitarie è abbastanza omogenea all’interno delle 5 grandi aree geografiche (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole). Alcune regioni non sono abbastanza rappresentate (la Puglia presenta una sola ASL), mentre altre sono del tutto assenti (Basilicata, Molise, Valle d’Aosta e Marche).

  • Una prima analisi dei dati mostra che tutti gli indicatori vanno nella stessa direzione, cioè a valori elevati di offerta corrispondono valori alti di utilizzo, di rete e di formazione e viceversa. Un valore alto dell’indice complessivo eHealth è generato da una elevata offerta di servizi ICT in un contesto territoriale di effetto rete elevato delle aziende e di adeguata conoscenza digitale del personale sanitario, dove vengono erogati servizi integrati facilmente accessibili ed utilizzabili dai cittadini-pazienti.
  • Il Nord Est presenta le perfomance migliori rispetto a tutti gli indicatori, subito dopo si posiziona il Nord Ovest, mentre il Centro, Sud e le Isole seguono con un certo distacco. Gli indicatori di sanità elettronica per area geografica sembrano seguire quello che è il livello dello sviluppo infrastrutturale, tecnologico ed economico del paese.
  • Le regioni con il più alto valore dell’indice totale di e-health sono l’Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige, la Liguria e il Veneto, mentre quelle con i più bassi livelli di innovazione sono la Calabria e la Campania. L’Abruzzo è un’eccezione della sua area geografica, presentando valori simili alle regioni del Nord Est.
  • Le regioni del Centro Nord sembrano avere adottato con maggior incisività politiche di sanità elettronica con piani orientati all’integrazione dei servizi erogati dalle singole aziende sanitarie locali, e con campagne di sensibilizzazione e di diffusione di una cultura digitale tra gli operatori del settore e tra i cittadini.

Il quadro che si evince dallo studio è chiaro e non fa altro che sottolineare i grandi limiti del nostro paese quando si parla di innovazione, tecnologia e cultura.
Se da un lato viaggiamo a due, se non tre velocità, dall’altro abbiamo dei centri molto specializzati che offrono servizi all’avanguardia e sono il fiore all’occhiello della nostra sanità.

Manca sempre l’effetto rete, manca la visione proiettata al futuro, mancano gli investimenti adatti e soprattutto il know-how non rimane sul nostro territorio (le menti più brillanti vengono attratte da situazioni molto diverse presenti a livello internazionale).

Se all’interno delle strutture sanitarie non si riescono ad introdurre cambiamenti con impatto basso o minimo, come si può pensare di integrare ad esempio le tecnologie indossabili?

Quali i problemi/limiti per lo sviluppo dell’e-health in Italia?

Come si legge nelle conclusioni del documento di Di Carlo e Santarelli, “un impulso alla crescita del livello complessivo di e-Health e allo sviluppo della sanità digitale può avvenire attraverso diversi meccanismi: razionalizzando l’offerta dei servizi ICT, aumentando l’effetto rete, incentivando l’utilizzo di internet (ad esempio per la prenotazione e per il pagamento delle visite, per il ritiro dei referti in formato digitale invece del cartaceo) e incrementando i sistemi avanzati di telemedicina quali, ad esempio, il teleconsulto tra una struttura remota e un centro specializzato”.

E ancora “… politiche comuni e condivise di adozione di strumenti ICT e soluzioni di tipo “e- health“, se combinate con opportuni cambiamenti organizzativi e con l’acquisizione di nuovi skills, producono risparmi ed aumenti di produttività (riduzione degli errori medici, attenuazione delle cure non necessarie, diminuzione delle file d’attesa, riduzione materiale cartaceo) che possono incidere positivamente sui bilanci sempre più esigui delle regioni. Investire nelle tecnologie ICT nella sanità, inoltre, costituisce un notevole beneficio per l’economia e per la produttività di un paese attraverso incentivi all’occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro”.

Lo sviluppo deve essere pianificato, con unità d’intenti tra Sistema Sanitario Nazionale, mondo della politica, ecosistemi locali d’eccellenza, personale (medici, esperti, operatori professionisti).

I problemi noti sono:
– privacy
– cultura
– barriere all’ingresso (lobby)
– spreco di risorse

Non cogliere le opportunità (soprattutto quelle offerte dalla tecnologia) è il grande difetto del nostro paese. Riusciremo a perdere anche il treno legato all’adozione di tecnologie web per l’erogazione di servizi innovativi a valore aggiunto per il cittadino che garantiscano minor spreco di risorse e una migliore qualità della vita?

Riflessioni finali sull’E-health

Tra minacce ed opportunità legate al ruolo delle nuove tecnologie in ambito salute/sanità, l’Italia rimane sempre al palo.

Nel post dedicato a Il ruolo delle tecnologie indossabili con l’avanzare dell’età delle persone abbiamo raccontato quali i possibili scenari in un mondo che investe e crede ai vantaggi derivanti dall’utilizzo concreto delle nuove tecnologie nel settore health.

Dagli ospedali che si apprestano a diventare paperless al fascicolo sanitario elettronico, passando per la condivisione dei dati tra diverse strutture/aree fino ad arrivare a indicatori di performance condivisi tra le varie nazioni.

“L’e-health rappresenta un vero e proprio paradigma di innovazione a cui contribuiscono diverse discipline (l’informatica, la medicina, l’economia aziendale e la statistica) il cui sviluppo non può essere pianificato senza un’adeguata e puntuale conoscenza del fenomeno”. (Di Carlo – Santarelli)

In tutto questo le wearable technologies stanno rivestendo un ruolo molto importante per quanto riguarda la possibilità data ai pazienti di controllare a distanza i parametri vitali e avere un filo diretto con il proprio medico di fiducia o struttura che ne segue la cura.
Queste tecnologie sono giustamente alla fine di una filiera di innovazioni che prevede domanda e offerta di servizi ai cittadini, delle infrastrutture tecniche ed informatiche adatte e soprattutto la diffusione di una cultura digitale tra tutti gli operatori coinvolti.

La mole di dati generata (divisibile in dati utili e altri a basso valore), se aggregata, genera conoscenza e know-how condivisibile con altre strutture che viaggiano con lo stesso livello di innovazione.

E questo permette di mettere sul tavolo vantaggi per tutti gli attori presenti e coinvolti nel processo, dai sistemi sanitari all’economia dei paesi, passando per cittadini e aziende che investiranno nuove risorse cercando forza lavoro specializzata e non.

L’era della gestione elettronica dei dati dei pazienti e la conseguente attenzione a tutte le dinamiche conseguenti (gestione anche da remoto, cura dei sintomi in real-time, analisi e condivisione dei dati, creazione database open source, ecc) è cominciata e ci sono realtà molto avanti nella sperimentazione.

Continueremo ad approfondire il discorso e nel prossimo post vi parleremo di “Patient Empowerment”.

Il ruolo delle tecnologie indossabili con l’avanzare dell’età delle persone

La popolazione mondiale sta invecchiando molto rapidamente. Le persone che hanno più bisogno di assistenza sanitaria sono quelle che trovano le maggiori difficoltà ad accedervi.

Una spinta decisa al cambiamento può venire dalle tecnologie indossabili. Proviamo ad impostare una riflessione partendo da due spunti.

1) L’invecchiamento della popolazione
Un report delle Nazioni Unite parla di una fase di invecchiamento della popolazione senza precedenti.

Le sfide che ci attendono non sono facili da affrontare, se pensiamo che:
– questa tendenza porta a imporre requisiti più pesanti sulla popolazione in età lavorativa (sotto forma di maggiori imposte e altri contributi), al fine di mantenere un flusso stabile di benefici ai più anziani;

– bisogna garantire che tutte le persone invecchino con sicurezza e dignità, partecipando alla società come cittadini con pieni diritti.

2) Il concetto di e-health

Che riguarda, come riporta Wikipedia, “la pratica della salute attraverso il supporto di strumenti informatici, personale specializzato e tecniche di comunicazione medico-paziente. L’e-health è quindi il complesso delle risorse, soluzioni e tecnologie informatiche di rete applicate alla salute ed alla sanità”.

Perché le tecnologie indossabili possono aiutare con l’avanzare dell’età?

Se la tecnologia deve essere d’aiuto, bisogna garantire che gli interventi siano su misura per le persone. Le tecnologie indossabili possono essere la soluzione migliore per coniugare salute, medicina e tecnologia.

Questo perché permettono di agire su 4 punti ben definiti:

– il settaggio dei parametri specifici da controllare per ogni persona
– il monitoraggio delle informazioni in real time (ad esempio tramite smartphone, anche da remoto)
– il dialogo con il dottore/specialista
– lo stimolo psicologico a migliorare

La Wearable Technology come prossima rivoluzione nel settore Healthcare?

L’adozione di dispositivi indossabili connessi potrebbe effettivamente essere un passo significativo nel coinvolgimento del paziente e per migliorare la salute della popolazione.

Come afferma David Peterson (CMO Emdeon Inc.) in un’intervista: “…wearable health technology brings three distinctly beneficial trends to the table – connected information, community, and gamification”.

  • Connected Information

L’informazione per quanto riguarda la salute è stata sempre abbastanza chiusa.

Trovare il modo per integrare, aggregare e analizzare i diversi dati può essere difficile e costoso, ma è necessario per spostare i trattamenti verso un costo-efficacia che sia sostenibile e che abbia risultati evidenti.

Per impiegare con successo tecnologie indossabili, l’industria deve trovare un modo per sviluppare le reti che consentono l’accesso alle informazioni e fornire supporto sul back-end. Questo è già stato fatto su piccola scala, si pensi agli utenti di Fitbit e altri small device che monitorano i loro dati personali e possono confrontarli con i dati di altri utenti.

Avere un network dove le persone possono connettersi e far confluire i dati potrebbe aiutare, soprattutto se pensiamo alle collaborazioni che potranno esserci tra organizzazioni, fornitori, aziende e sistemi sanitari nazionali.

  • Community

La creazione di community per quanto riguarda la sanità è un modo prezioso per raccogliere dati importanti e aggregarli.
In questo modo si possono far avvicinare le persone unite da un “interesse” comune con un approccio logico: più ne sai di salute sulle persone, più è facile mantenerle sane (spendendo meno).

Ad esempio, i dati inseriti in cartelle cliniche elettroniche in ambulatori e ospedali potrebbero rivelare le allergie, la “storia sanitaria” e l’uso di farmaci dei pazienti. Grazie alla combinazione di questi dati con le informazioni raccolte attraverso device indossabili i fornitori avranno dati più completi ed essenzialmente in tempo reale per trattare e gestire la salute dei singoli pazienti, così come per gruppi di persone con problematiche simili.

La raccolta di dati in questo modo è come una sorta di microfilantropia, dove i singoli donatori danno piccole quantità di dati “in beneficenza” per un periodo di tempo.
Il vero potere deriva dalla somma cumulativa delle donazioni da molti individui. Nel settore della sanità, l’esponenziale aumento dei dati su una condizione di salute o di una popolazione potrebbe rivelarsi estremamente potente.

  • Gamification

Con le informazioni disponibili e la community creata, il passo verso l’adozione di processi di gamification applicati ai device wearable è breve.

Tutte le persone amano la competizione ed in questo caso la possibilità di raggiungere condizioni di salute migliori (pensate di “gareggiare” con i vostri amici per abbassare il livello del vostro colesterolo oppure con un gruppo più ampio di persone) potrebbe essere l’incentivo giusto per cominciare a fare una sana attività fisica, monitorando i valori con dispositivi indossabili e condividendo i risultati con i vostri amici, oltre che con i dottori.

Le logiche di gamification possono includere anche incentivi, che vanno in due direzioni:
– raccogliere sempre più dati utili;
– rendere la competizione più coinvolgente.

Wearable Health

Un esempio semplice per capire l’importanza delle tecnologie indossabili nel mondo della “salute”

Per decenni, le aziende operanti nel settore medicale hanno cercato un modo per lasciare la libertà ai diabetici di controllare facilmente lo zucchero nel sangue, ma con scarso successo.

Molti diabetici si pungono le dita fino a 10 volte al giorno al fine di verificare i livelli di glucosio.

Oggi le più grandi aziende di tecnologia di tutto il mondo (Apple, Samsung e Google su tutte) sono alla ricerca di applicazioni che potrebbero trasformare le tecnologie indossabili in prodotti must-have che permettano di controllare questi valori in modo facile e veloce.

Queste società potrebbero competere in un mercato globale (per quanto riguarda il diabete) del valore di oltre 12 miliardi dollari entro il 2017, secondo la società di ricerche GlobalData.
Il diabete colpisce 29 milioni di americani ed è costato all’economia circa 245 miliardi dollari nel 2012, con un aumento del 41 per cento in cinque anni.

Alcune riflessioni sull’uso di tecnologie wearable in questo caso:

– la competizione tra i grandi player, in un settore potenzialmente inesplorato e senza nessun leader, porta benefici o abbassa la qualità dei prodotti immessi sul mercato?
– quali implicazioni positive ci sarebbero sulla salute dei pazienti?
– quanti soldi si potrebbero risparmiare?

Conclusioni sul ruolo delle tecnologie indossabili con l’avanzare dell’età delle persone

Una risposta univoca che soddisfi tutti i quesiti posti probabilmente non esiste. L’evidenza è che siamo davanti ad una sorta di rivoluzione, importante per la portata delle persone coinvolte. I dati del report delle Nazioni Unite sono chiari, così come il prepotente ingresso delle tecnologie indossabili nelle nostre vite.

L’effetto mainstream in questo caso si può avere e va a coinvolgere una sfera importante della vita delle persone: la salute e la prevenzione della stessa.

I benefici ci sono per tutti, in ordine:

– per l’economia, che non deve allocare risorse in modo casuale ma può seguire informazioni ed evitare sprechi non più sostenibili
– per le persone, che possono beneficiare di una informazione condivisa e utile alla risoluzione di problemi che nella maggior parte dei casi non necessitano di cure importanti/costose ma solo di tempismo e buon senso
– per i sistemi sanitari nazionali, che possono dedicare molto più tempo e risorse ai problemi gravi che affliggono la popolazione
– per le aziende, che creano posti di lavoro e vedono i fatturati risollevarsi

Si potrebbe vivere in un mondo migliore coinvolgendo e responsabilizzando tutti questi attori. Non siete d’accordo?

Ringly, come unire eleganza e essenzialità in un device indossabile

Tra i dispositivi indossabili oggi registriamo una new entry dedicata al mondo femminile. Parliamo di Ringly, un anello che permette a chi lo indossa di ricevere notifiche riguardo mail, social, chiamate, messaggi di testo e molto altro.

Potremmo definirlo come un’estensione del nostro smartphone sul nostro dito che in modo sobrio ed elegante ci permette di avere sotto controllo l’attività del telefono.

L’anello è stato progettato con pietre semi-preziose e preziose (14x19mm), incastonate in una cornice in ottone placcata con oro 18 carati.
I modelli disponibili sono:

– Daydream – Rainbow Moonstone
– Wine Bar – Pink Sapphire
– Stargaze – Black Onyx
– Into the Woods – Emerald (Sold out)

Wearable Tech - Ringly

Le caratteristiche di Ringly

  • compatibilità con i device Android e iOS
  • Bluetooth LE
  • personalizzazione di led (5 colori) e vibrazione (4 modalità)
  • pietra di diversi colori
  • resistente all’acqua
  • ricarica tramite usb (durata media batteria 2-3 giorni)

Come è evidente, l’anello punta molto sulla semplicità e sul risolvere il “problema” che molte donne hanno, ovvero perdere chiamate e notifiche mentre il telefono si trova nella borsa.

In modo discreto e, appunto, personalizzabile Ringly vuole fornire un sistema di “alert” alle persone che lo indossano, in modo da stare tranquilli se non si ha sotto controllo il telefono.
Ad esempio, si potrebbero impostare con la notifica blu le chiamate di lavoro e con la luce verde quelle degli amici. Idem per notifiche mail, sms, whatsapp e social.

L’anello è disponibile sul sito ufficiale in preordine ad un prezzo varabile tra i 145 e i 180 dollari. Una volta nei negozi, i prezzi saliranno a 195/260 $. Le consegne partiranno in autunno.

Il team di sviluppo ha ammesso di voler usare la tecnologia usata per Ringly su altri wearable device in futuro.

Ringly – Overview

Design: Il design, soprattutto per i device indossabili, si conferma un punto di forza notevole. Dopo i primi approcci, che puntavano esclusivamente alle funzionalità dei device, quasi tutti i produttori hanno cercato di coniugare usabilità, funzionalità e design per soddisfare tutte le esigenze delle persone.

Nel caso di Ringly si punta all’essenzialità ed all’eleganza.

Prodotto: Ringly è adatto alle donne che amano portare l’anello senza però indossare per forza un prodotto evidentemente tecnologico come gli altri Smart-Ring presenti sul mercato.

La semplicità d’uso è la sua caratteristica vincente, unita ad un prezzo tutto sommato non eccessivo. Tra l’altro, è resistente all’acqua quindi nella quotidianità non serve toglierlo dal dito.

Segmento di mercato: Luxury
Il lusso ha trovato nuova linfa con le tecnologie indossabili: dagli accessori moda all’abbigliamento, fino ai prodotti di alta gamma è molto forte l’interesse dei brand e delle aziende verso questo connubio che, a tendere, potrebbe riservare elementi interessanti anche sotto il punto di vista della loyalty e della salute.

Il grafico mostra le previsioni riguardo le spedizioni in tutto il mondo di device indossabili nel periodo 2013-2015.

Statistic: Shipments of wearable computing devices worldwide from 2013 to 2015 (in millions) | Statista

Tecnologia: L’uso di Bluetooth Low Energy e la compatibilità con Android/iOS sono punti a favore. La durata della batteria (2-3 giorni) dovrebbe garantirne un utilizzo senza il pensiero di doverlo caricare giorno per giorno.
La tecnologia di Ringly è in attesa di essere brevettata.

Wearable technology: the next big thing in ambito business? [REPORT]

Il report annuale “Tech Trends” di Deloitte Australia studia le continue evoluzioni nel panorama delle tecnologie, concentrandosi sulle tendenze che stanno cambiando le organizzazioni e la società in cui viviamo.

Quest’anno sono stati selezionati 10 argomenti che, secondo Deloitte, hanno la possibilità di avere un impatto sulle organizzazioni di tutti i settori e aree geografiche nei prossimi 2 anni.
Nel 2014 il tema della ricerca è “Inspiring Disruption”, con i trend racchiusi in 2 categorie:

Disruptors

CIO as venture capitalist
Cognitive analytics
Industrialised crowdsourcing
Digital engagement
Wearables

Enablers

Technical debt reversal
Social activation
Cloud orchestration
In-memory revolution
Real-time DevOps

Wearable – I device indossabili sono pronti per il business

Per quanto riguarda le tecnologie indossabili, abbiamo parlato spesso della varietà di device presenti sul mercato: occhiali, orologi, braccialetti, scarpe, t-shirt.
Gli ambiti di utilizzo sono molteplici, dalla sicurezza alla logistica, passando per lo sport, il benessere e il monitoraggio nel settore medicale.

Il primo esempio di wearable computing risale al 1960, ma oggi l’innovazione ha permesso un’adozione diffusa grazie alla miniaturizzazione dei chip e alla lunga durata delle batterie.
Per questo i dispositivi possono essere indossati o addirittura impiantati nel corpo.

La rivoluzione mobile ha posto nelle nostre mani oggetti in grado di farci compiere azioni nel mondo digitale muovendoci nel mondo reale. E le tecnologie indossabili, in accoppiata con questi dispositivi, possono darci ulteriori informazioni ed aiutarci nelle nostre scelte quotidiane o di lavoro.

Il valore delle tecnologie indossabili: perché guardare avanti ora?

Nella ricerca Deloitte le tecnologie indossabili sono inserite nella categoria delle disruptive technologies, in quanto capaci di innovare in modo radicale le applicazioni della tecnologia IT sugli utenti.

L’obiettivo primario delle tecnologie indossabili è quello di consentire agli utenti di intraprendere azioni reali, fornendo informazioni pertinenti e contestuali proprio nel momento in cui vengono richieste nel processo decisionale.

In scenari in cui si utilizza un computer, uno smartphone, un tablet o altro dispositivo per la generazione di dati in tempo reale e in modo intelligente le wearable technologies mostrano il loro punto di forza: infatti possono essere un prezioso aiuto nel dare informazioni contestuali ed in real time senza distogliere lo sguardo da quello che si sta facendo (ad esempio mentre si monitorano i valori di un paziente in sala operatoria).

I collegamenti tra Wearable e altre discipline

Le tecnologie indossabili possono anche formare un ponte verso discipline correlate.

Ad esempio verso la realtà aumentata (AR), ovvero la sovrapposizione dell’informazione digitale sul mondo reale.
In molti casi di “schermi intelligenti” (vedi Glass) l’aggiunta di informazioni, dati e grafici potrebbe dare una bella spinta alle tecnologie indossabili.

Allo stesso modo, l’Internet of Things (IoT) si riferisce alla esplosione dei dispositivi con integrata la connettività e – potenzialmente – l’intelligenza.
Siano essi motori, vestiti sugli scaffali di un rivenditore o termostati, l’Internet degli oggetti sta rapidamente aggiungendo al contesto delle mappe che amplificano l’impatto delle tecnologie indossabili.

Fuel Band

Wearable technology: the next big thing in ambito business?

Wearable Technologies – Alcuni esempi concreti/possibili

  • In Australia i pompieri sono stati dotati di un device in grado di registrare i loro livelli di stress;
  • Alcune compagnie assicurative offrono sconti sulle polizze a tutti quei clienti che indossano device di fitness tracking che attestino il loro stile di vita sano e sportivo (come accade per le automobili e l’utilizzo delle “scatole nere”);
  • A livello di produzione, i lavoratori possono essere in grado di controllare le metriche delle apparecchiature su uno smartwatch;
  • In un magazzino, la realtà aumentata può aiutare un lavoratore che ha bisogno di trovare, spostare, raccogliere, imballare e spedire un particolare prodotto;
  • Per i conducenti di flotte aziendali, l’utilizzo di sensori che registrino la temperatura dell’ambiente può aiutare in caso di sonnolenza;
  • Per i pazienti con malattie che richiedono l’assunzione di medicine, i sensori possono aiutare a ricordare questo “appuntamento” giornaliero e monitorare anche i valori/progressi condividendoli con il medico.
  • Il Mercato delle tecnologie indossabili

    Il potenziale esiste sul lato del consumatore: Gartner prevede che “il fatturato a livello mondiale dei dispositivi indossabili elettronici, delle applicazioni e dei servizi per il fitness e la salute delle persone è previsto in 1,6 miliardi dollari nel 2013, con l’aumento a 5 miliardi di dollari entro il 2016”.
    Ma il mercato è (e probabilmente continuerà ad essere) altamente frammentato . Questa frammentazione è insita in un ecosistema modulare, che riflette la mancanza di standard tecnologici ampiamente adottati.

    Wearable Technology e Brand attivi sul mercato

  • Nike (FuelBand), Adidas (miCoach) e Under Armour (Armour39) hanno lanciato prodotti tecnologici indossabili.
  • Heapsylon produce i calzini intelligenti “Sensoria”, che tracciano quando un utente sta si esercitando (si sono aggiunti alla lista anche Sensoria fitness bra e Sensoria t-shirt).
  • Reebok CheckLight misura l’intensità dei colpi alla testa degli atleti che partecipano a sport di contatto, inviando un avviso quando un colpo è moderato o grave.
  • Huggies (con TweetPee) ha annunciato il prototipo di pannolini con sensore integrato che, grazie ad un’app, avvertono con un tweet i genitori quando i loro bambini hanno bisogno di essere cambiati.
  • Philips (con la sua divisione HealthCare) sta testando dei dispositivi che permettano ai chirurghi di operare senza distogliere l’attenzione dal corpo del paziente.
    Utilizzando semplici comandi vocali e grazie ad una sorta di cuffia con display, un chirurgo può visualizzare i valori vitali di un paziente o la sua storia medica, rimanendo concentrato e non allontanandosi dal paziente.

  • Shimmer, un fornitore di sensori wireless indossabili, sta collaborando con enti di ricerca per il monitoraggio remoto delle crisi epilettiche e la consegna di feedback durante le attività di allenamento.
  • In Ohio, un medico dell’Ohio State University Medical Center ha eseguito un intervento chirurgico indossando i Google Glass, permettendo ai suoi studenti di seguire l’intervento in tempo reale.
  • TempDrop: il dispositivo indossabile per monitorare i periodi fertili

    Tempdrop è un sensore indossabile che permette di monitorare la temperatura corporea e basale per capire in quali giorni è più alta la probabilità di concepire.

    Misurare la temperatura corporea, oltre a far capire se una persona ha la febbre o meno, può aiutare anche in altre situazioni. Con Tempdrop è possibile tenere traccia di queste variazioni (il device registra la temperatura nel sonno e calcola un valore normalizzato riferito alla temperatura corporea basale).

    Cos’è la Temperatura corporea basale?

    La “temperatura corporea basale” è la temperatura più bassa che il nostro corpo raggiunge durante il sonno ed è un indizio importante per le donne che stanno controllando il loro ciclo mestruale perché questo valore aumenta dopo l’ovulazione.

    La temperatura basale è quella che si registra in condizioni basali, cioè al momento del risveglio, prima di iniziare qualunque attività: i dati della temperatura corporea della donna sono uno strumento importante per il controllo della sua fertilità, purché la loro rilevazione venga fatta sempre alle stesse condizioni.

    Body Temperature

    Body Temperature

    Questi valori (definiti appunto valori di temperatura basale), visto che il range di variazione è ridotto a pochi decimi di grado centigrado, devono essere misurati con strumenti ad altissima precisione.

    Ad esempio, con TempDrop, non servirà più alzarsi sempre alla stessa ora e annotarsi la temperatura e si avrà maggiore precisione nelle rilevazioni.

    TempDrop

    Oltre al sensore per la temperatura, Tempdrop ha un accelerometro su tre assi che monitora la qualità del sonno e un sensore per la temperatura dell’ambiente in cui ci si trova.

    È questa la differenza tra Tempdrop e gli altri sensori/bracciali che si prefiggono di rilevare la temperatura corporea per la fertilità: l’utilizzo di altri valori aggiuntivi rende valori più precisi, perché solo la temperatura corporea non basta.

    Il device utilizza sia la tecnologia Bluetooth LE che quella wireless (quest’ultima non è attiva mentre è indossato).

    Il founder, Vardi, afferma che al momento ci sono altri due dispositivi competitor di Tempdrop: DuoFertility e Raiing.
    Entrambi sono più costosi, ma dispongono di app dedicate. Mentre, dice Vardi, con poche righe di codice gli sviluppatori possono integrare i valori forniti da Tempdrop in altre applicazioni per la fertilità.

    Le app che hanno collaborato e possono essere utilizzate sono:

    – MyDays

    – Kindara

    – OvuView

    – Menstrual Calendar

    – LadyTimer

    Il dispositivo è stato lanciato con una campagna di crowdfunding su IndieGogo ma non ha raggiunto gli obiettivi prefissati.

    Lo inseriamo comunque tra gli esempi di dispositivi indossabili che monitorano i valori del nostro corpo, vista l’importanza e la crescita del settore nell’ultimo periodo.

    Website TempDrop
    Facebook TempDrop
    Twitter TempDrop

    Wearable technology: il fashion incontra le tecnologie indossabili [INFOGRAFICA]

    Parliamo tanto delle tecnologie indossabili, introducendo quasi giornalmente nuovi dispositivi, sensori e idee.

    Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di HealtPatch, il sensore applicato sul petto che aiuta le persone nel monitoraggio di alcune funzioni vitali importanti. Un ottimo prodotto nel caso di patologie croniche o in generale per avere sotto controllo i valori dei pazienti in real time.

    Uno dei punti di forza del device di Vital Connect è la discrezione: applicato sul petto, il sensore è quasi invisibile e permette di essere indossato in tranquillità.

    L’infografica che vi illustreremo oggi parla delle wearable technologies che incontrano il mondo del fashion.

    Senza dubbio, con l’aumentare dei prodotti immessi sul mercato è salito anche l’interesse verso il design e lo stile di questi ultimi.
    Braccialetti, smartwatch, anelli: la componente stilistica comincia ad essere fattore di differenziazione importante quando il mercato comincia ad essere “saturo”.

    L’infografica ci mostra come ogni area del nostro corpo può essere interessata dalle innovazioni “wearable”. Ad esempio, dispositivi intelligenti che puntano ad essere anche accessori moda sono (o potrebbero essere):

    – Google Glass
    – Sony Smartwig
    – Jarvis
    – Molar Implant (prototype)
    – Exoskeleton Device (prototype)
    – Moov
    – Fin
    – Pebble Steel
    – Fitbit
    – Move (prototype)
    – Lilypad Arduino
    – Smart Shoes (prototype)

    La crescita del settore wearable computing entro il 2018 è stimata intorno ai 30 miliardi di dollari: con l’influenza della moda potrà puntare ancora più in alto.

    Wearable technology: il fashion incontra le tecnologie indossabili

    [Visual.ly]

    HealthPatch, il sensore indossabile per monitorare i valori del nostro corpo

    Negli ambiti fitness e health, per quanto riguarda le tecnologie indossabili, il numero di dispositivi si sta rapidamente espandendo.
    Secondo un’indagine AARP il mercato supererà i 100 miliardi di dollari entro il 2015.

    La maggior parte dei prodotti è specifica per una attività o metrica e questo fa capire che ci sono molte società dedicate allo sviluppo sempre più costante di dispositivi per coprire il mercato (puntando alla velocità e alla copertura del segmento) senza puntare a prodotti davvero completi e che portino un beneficio a 360° all’utilizzatore finale.

    Ovvio che un paziente, ad esempio, non può indossare 3-4 sensori per analizzare i diversi problemi che ha o monitorare determinate parti del corpo.

    HealthPatch by Vital Connect

    In questa sorta di “lacuna” sta per inserirsi Vital Connect, che ha sviluppato HealtPatch.

    HealthPatch è un dispositivo indossabile che si applica sul petto e può aiutare nelle situazioni di emergenza.
    Come una sorta di sentinella per il nostro corpo, il sensore permette di avere sotto controllo la situazione in modo continuo e non invadente, anche da remoto e segnalare problemi a familiari e/o dottori.

    Il dispositivo, grazie all’app collegata, riporta i valori della persona e il tutto può essere monitorato a distanza (via smartphone e cloud). La condivisione dei dati, in questo caso, è la strada per salvare la vita nelle occasioni dove il tempismo è fondamentale.

    I valori che può trasmettere il sensore indossabile sono:

    – consumo calorie
    – frequenza cardiaca
    – frequenza respiratoria
    – temperatura corporea
    – livello di stress
    – qualità del sonno
    – postura del corpo
    – passi

    Le caratteristiche principali sono:

    – utilizzo sul petto o sul polso (per una maggiore precisione)
    – possibilità di settare dei valori di allarme
    – storico dei valori
    – grafici e dati che aiutano nella lettura/interpretazione
    – apprendimento dai livelli di stress della persona
    – Wi-fi, bluetooth LE, accelerometro (per rilevare le cadute)

    Il monitoraggio “always on” è sicuramente un punto di forza del prodotto, unito alla varietà di dati e valori riportati. La funzionalità di rilevamento delle cadute è una peculiarità che pone HealthPatch un gradino sopra i competitor.

    Come dice il CEO della società, Nersi Nazari:
    “The fall detection has proven to be one of the applications for which there is an enormous demand because some of the solutions that are out there, the patient needs to push the button after the fall. Unfortunately, there are occasions where they are either away from their button or it’s a severe fall. Our device automatically recognizes a fall and notifies the authorities or the family members”.

    Ovvero, il rilevamento delle cadute è qualcosa di unico nel suo genere e ha molta richiesta sul mercato. In molte occasioni, la persona che sviene o ha un malore, non riesce a premere un pulsante. In questo caso avviene tutto automaticamente e l’avviso arriva ai familiari o ai medici.

    Conclusioni

    L’idea di Vital Connect potrebbe risolvere molte situazioni delicate, visto che si parla di salute delle persone. Inoltre, potrebbe far fluire i flussi informativi in modo molto più semplice tra pazienti e dottori.
    Monitoraggio continuo, dati sempre disponibili, costante attenzione verso i valori e risparmio di tempo/denaro: la tecnologia indossabile che evolve in questo modo è quella che ci piace!

    Zero Effort Commerce: eBay punta sul wearable per gli acquisti

    Una delle integrazioni più affascinanti, per quanto riguarda le tecnologie indossabili, è sicuramente quella con il mondo degli acquisti online.
    In questo filone, dove cominciano a darsi guerra molte delle principali aziende sul mercato internazionale, arriva di gran carriera eBay.

    È di ieri l’annuncio ufficiale della creazione di una nuova area di approfondimento dedicata allo sviluppo di tecnologie/interfacce che portino il commercio elettronico all’interno di qualsiasi dispositivo che possa essere definito “smart”.
    Il team di lavoro aveva già sviluppato app per Galaxy Gear e Pebble Smartwatch ed ora si trova di fronte una nuova sfida chiamata ZEC: Zero Effort Commerce.

    Cosa significa Zero Effort Commerce?

    In poche parole l’idea è quella di personalizzare, rendere più fluida e rapida l’esperienza d’acquisto.

    Come dice Steve Yankovich, l’ingegnere a capo del team di sviluppo:

    “For example, a really smart digital personal assistant would take advantage of ZEC. I have a friend who has a personal assistant who keeps track of his needs. His personal assistant replaces ceiling fan light bulbs, replaces shirts that she noted show wear, constantly fills the fridge, changes the wiper blades in cars, and on and on. In this person’s world everything he needs and wants automatically happens. We can work towards building a virtual personal assistant that uses personalization, historical behavior and the coming sensors of the connected home and life around us to do much the same thing but for all of us”.

    In pratica ZEC anticiperà i nostri prossimi acquisti risolvendo i nostri problemi.
    Il gruppo di ingegneri e designer che sta lavorando al progetto porrà l’attenzione all’integrazione del processo d’acquisto su uno schermo. Visto che il nostro futuro sarà accompagnato da telefoni, tablet e dispositivi intelligenti, questi device si potranno utilizzare per personalizzare l’esperienza grazie a dei sensori oppure per anticipare bisogni/necessità, grazie allo storico ed al nostro comportamento.

    Yankovich vede molte possibilità date dai “connected glass”, non solo online: pensate ad una sorta di assistente personale che vi segue, aiuta e ricorda per la spesa giornaliera, il tagliando dell’auto, la visita medica.

    Sony digital storefront

    Questa novità annunciata da eBay segue quella dello scorso novembre riferita agli “Storefront”, grandi touchscreen con i quali le persone possono interagire, cercare informazioni riguardo prodotti e acquistarli. In pratica l’unione di connected glass, mobile e digital payment.

    E non dimentichiamoci che eBay ha anche PayPal come ulteriore carta da giocarsi in questa sfida dove integrazione e personalizzazione saranno i punti cardine per avere successo.