Samsung annuncia i Galaxy Glass e lancia la sfida a Google

Pubblicato da il 19 febbraio 2014 nella categoria Prodotti

Samsung ha recentemente annunciato l’ingresso nel mercato delle tecnologie indossabili con un prodotto diretto concorrente di Big G: i Galaxy Glass.

Il lancio dovrebbe avvenire intorno a settembre del 2014 e molte caratteristiche verrebbero mutuate dal Gear (lo smartwatch di casa Samsung).

L’obiettivo dei Galaxy Glass sarà quello di creare una sorta di ecosistema con gli smartphone: l’integrazione tra vari device è il presente ed il prossimo futuro secondo la casa coreana.

Un brevetto depositato qualche mese fa presso le autorità coreane mostra un device con molta enfasi sull’aspetto sportivo e queste caratteristiche principali:

– cuffie integrate;

– possibilità di rispondere alle chiamate e ascoltare musica;

– collegamento con lo smartphone (le notifiche potranno essere lette sul telefono);

– lente trasparente (o traslucida) che si estende solo davanti un occhio (come per i Google Glass).

Samsung Galaxy Glass

Samsung Galaxy Glass

La preview ufficiale è attesa durante l’IFA di Berlino, fiera che si svolge dal 5 al 10 settembre. Samsung vuole continuare la tradizione positiva che ha visto il successo di tutti i prodotti lanciati in anteprima durante l’importante kermesse dell’elettronica tedesca.

Fino a quel giorno, resteremo tutti in attesa di vedere e toccare con mano (e scoprire il prezzo di lancio) l’alternativa concreta ai Glass di Google.

Sicuramente le tecnologie indossabili fanno gola ai grandi player del mercato mobile, che vedono in esse una nuova probabile gallina dalle uova d’oro ed un’ottima via d’uscita vista la saturazione del mercato.

Il futuro prossimo ci vedrà passeggiare per le strade delle nostre città, pronti ad aumentare l’esperienza d’uso.

Come riportano Lalli e Prunesti nell’ebook “Wearable“: “sta dunque per iniziare la terza era del computing: persone, cose, informazioni e tecnologie sono sempre più connesse, distribuite e pervasive. Questo consente la convergenza di mondi fisici e virtuali, abilita la consapevolezza collettiva e crea una estesa mole di dati utilizzabili sia dai singoli individui che dalle imprese, ponendo anche nuove sfide per la tutela della privacy e della riservatezza ma anche nuove possibilità di prevedere comportamenti e intercettare preferenze di consumo“.

Sulla privacy, la riservatezza e la netiquette ci sono molte discussioni in merito. Proprio ieri Steve Mann (docente, ricercatore del MIT, nonché pioniere del wearable computing) ha lanciato una provocazione: le tecnologie indossabili come diritti umani. Secondo Mann, l’ostilità verso l’utilizzo di queste tecnologie potrebbe limitarne le prestazioni. Per evitare discriminazioni, sarebbe giusto proteggere chi, nel prossimo futuro, vuole catturare le informazioni tramite dispositivi come occhiali, braccialetti, orologi, ecc.

Ed il dibattito potrebbe continuare all’infinito. Viene prima l’innovazione o il rispetto della privacy? Ed ancora, bisogna pensare al nuovo concetto di esperienza o stare attenti ai dati sensibili ed alla loro condivisione verso l’esterno?

Qual è la vostra opinione in merito? La discussione è aperta.