Wearable tech : le 5 regole per la diffusione e lo sviluppo nel 2014

Pubblicato da il 3 marzo 2014 nella categoria News

Il crescente interesse verso le wearable tech sembra non essere più una novità, almeno tra gli addetti ai lavori.

Un ampio orizzonte di settori industriali, da quello dell’intrattenimento al campo militare, passando per la medicina e il fitness, sta implementando sempre più rapidamente applicazioni e nuovi hardware. Questi generano in modo piuttosto veloce anche nuove opportunità di sviluppo finalizzate a generare nuove connessioni tra l’ecosistema reale e quello virtuale.

Tuttavia, nonostante se ne parli già da tempo, i dispositivi wearable non sono ancora un oggetto cool, e lo dico anche per esperienza personale: quando vado in giro con Pebble al polso o con il braccialetto per il fitness, qualcuno mi guarda strano. In effetti, noi early adopters siamo sempre stati gente strana… pensate, ad esempio, quando Steve Jobs presentò l’iPhone: fu deriso da Ballmer.

Oggi esistono già molti prodotti messi sul mercato da brand più o meno conosciuti.

Oltre a Google, che sta introducendo sul mercato i suoi Glass ed è stata, di fatto, la prima azienda ad aver dato un messaggio forte su questo tema, ci sono Jawbone (fresco di un investimento totale di 279 milioni di dollari), Nike, Sony, Samsung e Pebble tra le prime aziende ad aver rilasciato sul mercato i primi oggetti indossabili.

In questo momento tra imprenditori e start-up, negli Stati Uniti, nel Regno Unito, India, Cina, Giappone, e molte altre nazioni sta crescendo l’attenzione a questo tipo di progetti. Stiamo assistendo a una vera e propria iniezione di tecnologie indossabili sul mercato, e questo fenomeno riguarda sia i consumatori finali che le imprese.

Malgrado si stia sviluppando velocemente la produzione di oggetti e le tecnologie indossabili costituiscono la prossima frontiera del personal computing, l’industria ha ancora una lunga strada da percorrere affinché si possa sviluppare un processo di adozione che renderà di uso comune in tutto il mondo questo tipo di tecnologie.

Affinché possa essere rapido ed efficace, questo processo di adozione deve seguire cinque principi fondamentali

Moda: Il wearable deve diventare una moda. Affinchè possano diffondersi rapidamente, è necessario che i nuovi  oggetti indossabili siano capaci di coinvolgere non solo gli utenti appassionati di tecnologia, ma soprattutto il pubblico globale. Questo risultato si raggiungerà solo quando il design e l’indossabilità di questi oggetti sarà tale da riuscire a far diventare una moda la presenza dell’oggetto sul nostro corpo. Oggi la maggior parte di questi device ha molto successo sui tecnologhi-geek, ma ancora pochissimo appeal su tutte le altre persone;

Valore: gli oggetti devono essere funzionali e dare valore all’utente. Se oggi pensiamo ai Google Glass ci rendiamo conto che, dopo averli utilizzati per un po’ di tempo, non sono ancora in grado di portarci un valore concreto. Non sono un accessorio estetico, non offrono molte possibilità di interazione all’utente, non permettono ancora particolari interazioni se non la possibilità di controllare gli avvisi e le notifiche del proprio smartphone. Affinchè le tecnologie indossabili possano diventare un vero e proprio successo, è necessario che queste siano in grado di conferire davvero quel “qualcosa in più” ai consumatori di tutto il mondo, che così non potranno più viverci senza;

Solidità: la tecnologia deve essere efficace e robusta. La maggior parte della produzione di sensoristica e tecnologia indossabile è attualmente sviluppata in Cina ed India in molto più economico rispetto agli Stati Uniti o al Regno Unito. Pertanto la qualità dei prodotti non risulta essere sempre alta; di conseguenza le performance delle prime versioni di molti prodotti immessi sul mercato hanno avuto serie problematiche di funzionamento, con conseguente impatto sulla soddisfazione dell’utente e l’affidabilità del prodotto. Il design di questi prodotti deve essere sempre più importante, sia sotto l’aspetto estetico che per quanto riguarda l’ergonomia e l’affidabilità nel suo utilizzo quotidiano.

Integrazione: le tecnologie indossabili devono abilitare la completa integrazione tra reale e virtuale. Sempre di più in futuro sarà possibile utilizzare il nostro corpo per generare , controllare, monitorare e analizzare dati senza necessariamente compiere azioni specifiche durante la giornata. I prodotti che riusciranno a imporsi sul mercato saranno quelli in grado di evocare nell’utente una sensazione di naturalezza, senza richiedere alla persona di adattare o forzare il proprio comportamento, garantendo nel contempo una user experience più ricca e memorabile.

Sicurezza: i device dovranno essere sicuri. Le discussioni relative alla tutela della privacy e alla sicurezza dei nostri dati sono già diffuse in tutto il settore dell’industria high-tech. Oggi la tecnologia indossabile sta vivendo un percorso molto simile a quello passato dai cellulari e dagli smatphone prima della loro adozione di massa. La sensoristica e l’Internet Of Things, soffrono, attualmente, di tutta una serie di problematiche relative alla sicurezza, alla tipologia di dati rilevati e memorizzati e alle tipologie di protocolli e cifratura applicata. I nuovi dispositivi dovranno sempre più fare i conti con queste problematiche e garantire all’utente la sua sicurezza.

Se queste cinque linee guida saranno rispettate il futuro arriverà prima di quanto pensiamo. Ne parlo in modo ampio nel libro wearable scritto insieme ad Alessandro Prunesti, dove evidenziamo come già oggi aziende e istituzioni hanno trovato nelle tecnologie indossabili una vasta gamma di possibili applicazioni pratiche. Anche l’Italia è attiva in questo settore, e i casi di applicazione più concreti possono essere segnalati sul sito dell’Osservatorio Wearable Italia.

Il mondo è pronto per indossare la tecnologia, generare e condividere informazioni, e il 2014 è l’anno giusto per l’affermazione del wearable su scala globale.